Procida: tra colori, profumi e tradizioni

Procida: collage fotografico

Procida: tra colori, profumi e tradizioni

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Oggi vi porto a… Procida! La piccola perla autentica del Golfo di Napoli.

Procida è conosciuta come l’isola di “Graziella”, ma anche come l’isola de “Il Postino” il capolavoro diretto da Michael Radford e l’indimenticabile Massimo Troisi.
Il set cinematografico di uno dei film più celebri della storia del cinema italiano, oltre che, più recentemente, la location scelta per gli spot dell’Iphone e, soprattutto, la Capitale italiana della Cultura 2022.

Procida: foto che mi ritrae mentre osservo il panorama della Corricella al tramonto

La mia PROCIDA

Per me Procida è un’isola verace e autentica dai mille colori e profumi.

Camminare tra le piazzette, le marine ed i suoi stretti vicoli è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Alla marina si è accolti dall’odore del pesce fresco scaricato dai pescatori di ritorno al mattino. Sistemano le reti al sole prima di incamminarsi verso le loro casette colorate, visibili anche da lontano nei giorni più burrascosi.

Tra i vicoli quell’odore lascia spazio al profumo di bucato dei panni stesi sui balconi e poi a quello dei grandi limoni di Procida.

Verso sera si fa sempre più intenso e penetrante il profumo di citronella, si sentono i canti religiosi dalla piccola chiesa di S.Maria delle Grazie Incoronata, nel centro storico. E poi i saluti rumorosi dei passanti e… le immagini, le mie istantanee di un giorno da ricordare: il mare trasparente, la sabbia scura, le barche con le reti distese ad asciugare, il pescatore intento a restaurare la sua piccola imbarcazione di legno all’ombra di una tenda; i gattini guardiani del Palazzo d’Avalos; le piccole auto semidistrutte a suon di colpi tra i vicoli stretti e ripidi; le signore che calano i cesti intrecciati in vimini dalle finestre per farsi consegnare la spesa…

Sembra una vita di altri tempi eppure non lo è, è solo un giorno di vita vissuta nel XXI secolo dagli abitanti di una piccola isola che sa incantare “lo straniero”.

4 km di panorami mozzafiato, vicoletti, marine come la bella e caratteristica Corricella (la mia preferita), un ex carcere con una vista pazzesca e una riserva naturale protetta…

Tra i ricordi che mi restano sicuramente trova spazio anche l’emozione che ho provato sedendomi ad ammirare il mare sulla spiaggia di Pozzo Vecchio, la stessa in cui anni prima aveva recitato Massimo Troisi.

Procida: foto che mi ritrae seduta sulla spiaggia de "Il Postino"
Procida: foto del manifesto di Procida dedicato al film Il Postino

La storia di GRAZIELLA 

Lo scrittore francese Alphonse de LaMartine, rese protagonista di un suo popolare romanzo intitolato “Graziella” una donna procidana che lo aveva sedotto (alias Antonella Jacomino). Ecco perché Procida viene definita anche l’isola di Graziella.

Il romanzo scritto da LaMartine era ispirato al suo primo viaggio in Italia. All’inizio faceva parte dell’opera Les Confidences del 1849, poi fu pubblicato a sé stante.
Un’opera autobiografica che racconta la sua storia d’amore con la bella procidana.
“Alfonso” riparte per la Francia con la promessa del suo ritorno. Graziella lo attende, invano, fedele e speranzosa, vivendo nel ricordo del forte sentimento che li aveva uniti, ma muore prima di poterlo riabbracciare. Come ultimo gesto riesce però a spedire all’amato una treccia dei suoi capelli e la sua promessa di amore eterno. Alfonso conserverà per sempre la treccia e il ricordo di quell’amore che non ritroverà mai più in nessun’altra donna.

Graziella è ancora oggi la figura simbolo della donna procidana, con la sua bellezza mediterranea ed il suo ricco abbigliamento tradizionale. Queste donne hanno sempre avuto un ruolo importante nella società di un’isola cosmopolita e popolosa capace di ammaliare turisti e artisti di ogni epoca.

Un’isola dalla profonda tradizione marinara, abitata da pescatori, armatori, navigatori e mercanti affascinati dal carattere e dall’autenticità di questa terra e delle sue donne.

L’abito tradizionale procidano

In una libreria mi sono imbattuta in una foto di un abito tradizionale di Procida ed ho scoperto che questi costumi vengono ancora tramandati sull’isola di madre in figlia.

Il taglio orientale, le sete e i ricami in oro ricordano il mondo ottomano del Cinquecento e gli conferiscono molto carattere.
Questi abiti, che nell’ottocento ispirarono i pittori di tutta Europa, sono stati oggetto di un grande lavoro di ricerca e di recupero, protagonisti di una mostra a loro dedicata.

Ogni anno dal 1939 durante i tre giorni della festa dedicata al mare (in agosto) viene organizzato un concorso di bellezza per eleggere la “Graziella” di Procida tra le ragazze isolane. Le giovani partecipanti indossano proprio i costumi tradizionali. Abiti rari e preziosi che un tempo venivano usati nelle celebrazioni e nelle occasioni particolari.

Procida: collage fotografico con ragazze partecipanti al concorso per l'elezione di Graziella vestite con abiti tradizionali

Il costume è composto da una base in raso o velluto di seta rosso carminio o verde smeraldo (anche se non mancano versioni scure o a disegni damascati). I pannelli frontali dell’abito sono ricamati in oro con una tecnica a punto pieno simile a quella dei paramenti sacri per le celebrazioni religiose. I bordi hanno decori astratti, mentre al centro i motivi riproducono fiori, frutti locali e tropicali, animali, stilizzazioni marine.

La gonna è la parte che più varia nei tessuti e nei colori. Può essere di seta leggera o pesante ma anche di cotone, ed è spesso ornata da un bordo di venti centimetri aggiunto per arricchirla con un contrasto cromatico.

Il cappottino è il capo che caratterizza maggiormente il costume dell’isola e lo rende unico nel panorama dei costumi regionali italiani. Ha un taglio orientale, è solitamente rosso o verde ed è decorato con preziosi ricami in oro.

Per saperne di più sulla storia di Graziella e gli abiti tradizionali potete visitare il Museo Casa di Graziella sull’isola, a Terra Murata.

Procida: foto di Terra Murata con l'ex carcere
Procida: foto con vista della Marina di Corricella da Terra Murata

Dopo aver condiviso con voi ricordi, emozioni e tradizioni di questa piccola isola dell’arcipelago napoletano… ecco qualche consiglio per visitarla.

CONSIGLI PER VISITARE PROCIDA

  • Scaricate assolutamente l’APP ufficiale PROCIDA ISLAND. Qui trovate tutte le informazioni utili! Davvero ben fatta: completa e aggiornata!
  • Per gli spostamenti: se vi piace camminare va benissimo spostarsi a piedi, viste le dimensioni ridotte dell’isola (appena 4km). Altrimenti potete tranquillamente noleggiare uno scooter o (scelta più ecologica) una comoda bicicletta elettrica perché pedalare sulle salite, soprattutto sotto il sole, non è esattamente agevole. Sicuramente vi sconsiglio caldamente di girare Procida in auto perché i guai sono assicurati, le strade sono a senso unico, ma in alcuni punti talmente strette che se doveste restare bloccati… sarebbero cavoli! Tutte (e dico tutte) le auto che ho visto girare erano dal graffiato al semidistrutto. Io lascerei perdere, piuttosto meglio i trasporti locali, ma per chi preferisce l’autonomia, le prime opzioni restano ottime.
  • Per l’alloggio, io ho scelto ACCASARTE un appartamentino in posizione strategica! Pulito e con un proprietario davvero disponibilissimo! Devo però avvertire anche sugli aspetti negativi… il rumore di notte. Nonostante le pareti molto spesse tipiche delle costruzioni d’epoca, gli infissi non insonorizzano l’abitazione dai rumori esterni.

Procida: foto che mi ritrae con alle spalle l'ex carcere procidano

Con Procida nel cuore non mi resta che salutarvi con un proverbio napoletano che mi piace molto:

A’ vit è comm na’ tela e nu’ pittore. Aia essere tu a sceglier e culur ra usare.
(La vita è come una tela di un pittore. Devi essere tu a scegliere i colori da usare)


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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