Las Fallas di Valencia: patrimonio dell’umanità

Las Fallas di Valencia: collage con immagini rappresentative

Las Fallas di Valencia: patrimonio dell’umanità

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Valencia non è solo bella, è una di quelle città che hanno il potere di farti sentire subito nel posto giusto, con il suo calore, la vivacità… ma c’è un momento dell’anno in cui si mostra in tutto il suo splendore, durante la festa de “Las Fallas“.

Per vivere questa importantissima festa si dovrebbe visitare la città a marzo, ma grazie a due musei dedicati: il museo fallero e il museo dell’artista fallero, si può conoscerla anche in altri periodi.
Quest’anno il Governo regionale di Valencia, su indicazione del Ministero della Salute, ha rinviato la celebrazione delle Fallas, a causa dell’emergenza Coronavirus. Evento quindi rimandato a data da definire.

Che cos’è la Festa de Las Fallas di Valencia?

Luminarie a Las Fallas

Innanzitutto Las Fallas sono un evento imperdibile della tradizione della Comunità Valenciana. Una festa che si celebra a Valencia e in altre località limitrofe.

Per alcuni giorni questo festival trasforma la città, che ne è la capitale indiscussa, in un museo d’arte effimera a cielo aperto. Circa 800 monumenti di cartapesta ed altri materiali riempiono le vie della città. La musica, le luminarie, i fuochi d’artificio e i vestiti tradizionali si mescolano per creare un’atmosfera davvero colorata e coinvolgente. In realtà non è solo questo, grazie al suo valore creativo e ai suoi rituali, è stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

IL NOME

La parola “Falla” significa torcia per illuminare, dal 1500 iniziò ad essere usata per indicare i falò, il fuoco che veniva acceso al centro di cerchi di persone, riunite per discutere, pregare o festeggiare.
Con il tempo ha perso il suo significato originario di oggetto per illuminare, mantenendo quello di festa.

LE ORIGINI DI “LAS FALLAS”

Le origini di Las Fallas di Valencia sono molto antiche, ma non ci sono documenti ufficiali ad accertarne la nascita.

Las Fallas: foto delle sculture

Si racconta di una vecchia usanza con cui i falegnami celebravano il loro Patrono, San Giuseppe, il 19 marzo. Per illuminare le loro officine, nelle tarde giornate autunnali e invernali, i falegnami usavano un lampadario sostenuto da un palo, chiamato “parot”, posto nel centro della stanza. Era tradizione mettere in strada il “parot” e dargli fuoco, insieme ad altri scarti di legno accumulati durante il lavoro invernale, nel giorno del loro Patrono, per celebrarlo e insieme festeggiare l’arrivo della primavera.

Con il tempo si aggiunsero sempre più cose inutili ai falò, fino ad arrivare a vestire il “parot” con vecchi abiti in disuso, per dargli parvenza umana. Iniziò a rappresentare persone che si volevano criticare o deridere. Grazie anche alla partecipazione dei vicini, si iniziarono a ricreare piccole scene con i primi “ninot”.

La prima data certa, in cui si fa riferimento alla festa, è il 1794 grazie ad un documento comunale che proibiva di bruciare gli “accumuli di materiale” nelle strette vie della città e obbligava a collocarle nelle piazze più ampie.

Alla festa originaria di quartiere si aggiunse il lavoro artigianale dei falegnami e di altri professionisti, che aiutarono a espanderla per tutta la città, tanto che attualmente in tutta la Comunità Valenciana si sono formate più di mille commissioni delle Fallas.
Dalle origini ad oggi, lo sviluppo della festa è stato costante, apprezzata grazie al suo senso critico e artistico è diventata un evento con valore culturale noto non solo in Europa, ma a livello internazionale.

GLI ARTISTI

Esistono circa 400 associazioni culturali che raccolgono fondi e organizzano le attività connesse alla preparazione della festa durante tutto l’anno. Seguono il lavoro dell’artista contattato, sia per il monumento grande (Mayor) che per quello piccolo (Infantil), infatti i monumenti realizzati per ogni associazione sono due.

Ci sono gruppi di architetti, scultori, pittori e decoratori molto versatili e creativi che fondono nelle loro opere le antiche tecniche artigianali con le nuove tecnologie. Oltre alle Fallas, creano carri decorativi, scenografie per il teatro e il cinema, decorazioni di parchi tematici, ecc.

La Exposición del Ninot è una mostra che si svolge solitamente dai primi di febbraio al 15 marzo.

NINOT

Las Fallas: primo piano di una scultura ritraente un uomo

Il ninot è una figura con sembianze umane, creata con materiali combustibili e vecchi abiti. È il singolo elemento che unito ad altri va a comporre le scene dei monumenti delle Fallas.
La caratteristica sono i tratti caricaturali, si tratta di parodie di personaggi popolari o situazioni grottesche avvenute in città durante l’anno. Spesso ridicolizzano i personaggi noti e potenti, criticano i politici e la società in generale.

Ogni commissione dona il suo miglior ninot all’esposizione fino al giorno della plantà, quando ogni figura viene ritirata per essere portata al monumento a cui appartiene.

Ogni visitatore può scegliere il ninot che preferisce. Quello che riceve il maggior numero di voti, sarà graziato, ossia non sarà bruciato durante la cremà e andrà a far parte della collezione del museo fallero, che raccoglie le opere vincitrici delle varie edizioni delle Fallas.
Tradizionalmente, infatti, nella notte di San Giuseppe, avviene la spettacolare cremà, la chiusura della festa in cui le fallas infantiles (cioè di minori dimensioni) e le fallas mayores (quelle più grandi) meno votate vengono bruciate in un grande rogo finale.

Il procedimento per appiccare il fuoco è simile per tutte le commissioni: in punti strategici si dispongono petardi di vario genere e materiale pirotecnico, che con il bruciare della struttura si accendono e scoppiano creando uno spettacolo visivo e sonoro.

PIROTECNICA

Uno degli elementi fondamentali delle feste valenciane è la pirotecnica.

La sua origine risale ai tempi della presenza musulmana nel territorio.

Anche nel programma delle Fallas gli spettacoli pirotecnici sono immancabili, tra gli elementi caratterizzanti l’uso del tro de bac e la mascletà.

Il “tro de bac” è considerato il petardo valenciano per antonomasia. Non ha lo stoppino ed esplode tirandolo con forza al suolo.
Questo tipo di petardo si collega ad un rito di fuoco realizzato in passato, in cui si faceva esplodere polvere da sparo nelle prime ore di un giorno di festa. Oggi i “tro de bac” vengono prodotti in base alla richiesta da un ridotto numero di imprese, sono vietati in molte occasioni e per poterli tirare è necessario un patentino ottenuto frequentando un corso e sostenendo un esame.

La “mascletà” è uno spettacolo pirotecnico, ma si differenzia dai fuochi d’artificio perché è principalmente diurno e terrestre. Consiste in una sequenza di esplosioni controllate e programmate in diverse fasi, con ritmo e potenza crescente, fino ad arrivare al gran finale, anche aereo, in un’apoteosi di rumore e fumo che appartiene alla cultura pirotecnica di ogni valenciano. La mascletà va ascoltata, va percepita la sua musicalità.

Le sue origini sono associate alla “traca valenciana”, una successione di petardi uniti da una miccia situata a terra o sostenuta in aria da un sistema di corde e pali. Dopo aver acceso un’estremità della miccia, i petardi esplodono in maniera ritmica.
È utilizzata nel corso di diverse celebrazioni, come matrimoni, battesimi e comunioni, ma anche eventi sportivi e religiosi.

Inizialmente era comune la “traca aerea” che percorreva numerose strade e terminava in piazza, gli uomini correvano sotto la traca assieme al fuoco, seguendo la sequenza di esplosioni. La prima mascletà, statica come avviene oggi, risale al 1945.
Un gioco di suoni e colori, tutto valenciano.

MUSICA

Le vie della città risuonano a tutte le ore con le interpretazioni dei musicisti della tradizione musicale valenciana, tra le note di tabal e dolçaina.

ARTIGIANATO

Las Fallas di Valencia sono una meraviglia già di per sé, ma non sono solo parate, esposizioni, musica e fuochi tradizionali, hanno anche una cornice interessante.
Danno risalto e visibilità a tutta una serie di attività locali e mestieri artigianali autoctoni che creano prodotti unici al mondo con esposizioni e negozi per le vie della città. Orefici, tessitori, fabbricanti di ventagli, cesellatori, sono tutti testimoni della ricchezza artigianale valenciana.

In tutti gli atti ufficiali, i falleros e le falleras indossano i loro migliori abiti tradizionali, che ricordano l’abbigliamento valenciano del 1700. Grazie a questi, sono stati recuperati alcuni elementi tessili e accessori non più utilizzati nella moda attuale: scialli, grembiuli e gioielli dai dettagli particolarissimi.

FASI DELLA FESTA

La Cridà
Ultima domenica di febbraio

Alle prime ore del mattino c’è la Despertà, cioè il corteo che da Calle de la Paz arriva in Plaza del Ayuntamiento.
Ai partecipanti viene offerta una ricca colazione “fallera” a base di frittelle di zucca e cioccolata calda.
I festeggiamenti continuano con l’ingresso della banda musicale e la mascletà.

Nel pomeriggio diventano protagoniste le Torres de los Serranos. Di fronte al monumento, per l’occasione allestito a festa con un suggestivo gioco di luci e colori, si alternano gruppi musicali, poi al tramonto si celebrano i riti ufficiali della Cridà. Il sindaco di Valencia, dopo un breve discorso, consegna le chiavi della città alla Fallera Mayor.
La regina della festa invita ufficialmente i cittadini e i turisti a partecipare a Las Fallas.

In pieno stile valenciano, la sera ci sono dei fuochi d’artificio sparati dai Giardini del Turia.

L’atto finale della Cridà è il corteo verso la Basilica de la Virgen de los Desamparados, protettrice di Valencia. Ha inizio ufficialmente la festa.

Le mascletà.
Dal 1 al 19 marzo, ogni giorno alle ore 14

Presso la Plaza del Ayuntamiento migliaia di persone si riuniscono per vedere il tipico spettacolo pirotecnico e pranzare nei tanti locali che circondano la piazza.
Lo show dura da 5 a 7 minuti, in un crescendo entusiasmante.

L’accensione delle luminarie
Il 9 marzo dalle 20 a Ruzafa

Assolutamente da non perdere!
Le vie: calle Cuba, calle Literato Azorin, calle Sueca.

La plantà
15 marzo

Data in cui gli artisti delle Fallas completano le loro opere, preparandole per essere visitate lungo le vie, con tutti i loro ninots, cartelli e particolari vari.
Inizia la grande settimana delle Fallas e Valencia si trasforma in un museo d’arte all’aperto.

Dal 16 al 18 marzo si organizzano spettacoli pirotecnici notturni presso i giardini del Turia.

Il 17 e 18 marzo sono i giorni dell’omaggio floreale alla Vergine, in cui la sfilata passa per Plaza de la Virgen. Uno spettacolo colorato e ricco di musica.

La cremà
Sera del 19 marzo

È la manifestazione più popolare a livello internazionale e quella che dà pieno senso alla festa. Tutti i monumenti delle Fallas sono esposti nelle vie per poi essere bruciati durante la notte finale. Altissimi falò che colorano la città in un’atmosfera quasi infernale, ma senza dubbio bellissima.
Si inizia alle 22 dagli Infantiles, poi a mezzanotte i Mayores.

Ore 01.30 l’ultimo grandioso show di fuochi d’artificio presso il parco del Turia.

Valencia è una città da visitare in qualunque periodo dell’anno: sempre ricca di attrattive. Durante Las Fallas, però, si trasforma in uno spettacolo unico di colori, luci e suoni… un’atmosfera vibrante.

Un’ultima dritta personalissima: non lasciate Valencia senza aver trascorso una serata al Cafè del Duende, per me emozione pura… viscerale, indimenticabile.


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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