Grilli in scatola: un’antica tradizione cinese

Grilli in scatola collage fotografico con grilli e scatole cinesi per trasportarli

Grilli in scatola: un’antica tradizione cinese

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In Cina sopravvive un’antichissima e curiosa tradizione legata ai grilli.
Risale a secoli fa ed ha per protagonisti questi minuscoli insetti, il loro canto e delle piccole meravigliose scatoline decorate.

Un tempo l’allevamento dei grilli era una pratica riservata esclusivamente alla famiglia imperiale, con il passare degli anni si diffuse anche tra la gente comune e da lì divenne parte della cultura di un intero Paese.

Perché allevare i grilli in scatola?

I grilli sono simbolo di prosperità (per la loro capacità di produrre molte uova).
La loro evoluzione (da uovo a larva, fino alla metamorfosi in grillo) simboleggia la vita, la morte e la rinascita ad una nuova vita.
Il motivo principale per cui si allevano i grilli, però, è legato al potere evocativo del loro canto… ve lo spiego citando le parole di Tiziano Terzani:

«Era bellissimo! Tu pensa, un popolo che dedica il suo tempo ad allevare i grilli fuori stagione per poter sentire d’inverno, quando fuori nevica, la voce della primavera.»

Entrando in contatto con antiche tradizioni distanti dai nostri attuali usi e costumi, spesso è necessario sospendere il giudizio per cercare di comprendere.

Poveri grilli! Lo so, ma cercando di andare oltre questo pensiero spontaneo, potremmo anche noi rimanere affascinati da questa tradizione secolare, come accadde al grande giornalista, scrittore e viaggiatore Terzani durante la sua permanenza in Cina.

C’è qualcosa di poetico, nella ricerca quasi maniacale del grillo perfetto, nella dedizione necessaria alla sua cura, ma ancor più nella creazione del suo nido perfetto, per soddisfare il raffinato piacere di poter ascoltare il canto della primavera anche nelle fredde e buie giornate invernali.
Sì perché i grilli racchiusi al caldo nelle loro belle scatoline (hulu) si possono portare sempre con sé nella tasca interna della giacca o del cappotto… ascoltarli, chiudere gli occhi e viaggiare con la mente.

L’arte delle scatoline hulu

Le hulu, oggi perlopiù prodotte in bambù intrecciato, plastica, vetro o porcellana, un tempo venivano ricavate dalle zucche ed il processo creativo di queste scatoline era davvero particolare.

Grilli in scatola foto di una scatolina con decorazione in bassorilievo

Appena una piccola zucca veniva fuori dalla terra si inseriva all’interno di uno stampo in argilla con le due metà incise con simboli di vario tipo. In questo modo la zucca, sviluppandosi e premendo nei vuoti delle incisioni, ne avrebbe assunto la forma ed il decoro in bassorilievo.

Alcune zucche fatte crescere con forme perfette venivano poi incise con ferri infuocati a ricreare addirittura piccoli paesaggi e versi di poesie.

Attraverso l’arte della lavorazione delle hulu si realizzavano articoli di valore con raffinati tappi in giada, avorio, tartaruga o legni pregiati intarsiati con forme di draghi, leoni o simboli portafortuna.

Nella vecchia Cina, la gente spendeva delle fortune per avere “gabbie” create ad arte dai migliori artigiani del tempo.

Come molte altre tradizioni cinesi anche questa subì uno stop nella seconda metà del secolo scorso, durante la Rivoluzione Culturale sotto il regime di Mao, ma in seguito le persone tornarono a coltivarla con dedizione.

Grilli in scatola foto dell'interno di una scatola con grillo e piattini per le sue vivande

Per un cinese tenere un grillo significa accudirlo dandogli da bere e da mangiare ciò che preferisce: i grilli sono onnivori, ma alcuni preferiscono mangiare solo carote o lattuga, altri castagne pre-masticate o vermi allevati separatamente con un’alimentazione a base di mais. Esistono persino minuscoli piattini di porcellana decorata dedicati alle loro vivande.

I grilli devono fare il bagno: di solito in una tazza di tè appena tiepido.

Vengono curati ed anche un po’ viziati.

Grilli da compagnia e grilli da combattimento

Oltre ai grilli da compagnia nelle loro deliziose scatoline, esistono i cosiddetti grilli da combattimento.

I ququ– grilli guerrieri sono minuscoli gladiatori nutriti e allenati dai loro proprietari “disturbandoli” per aumentarne l’aggressività e renderli pronti alla lotta.

Per farli incavolare a dovere (passatemi il termine) si usava tradizionalmente stuzzicarli con pennellini composti da tre o quattro baffi di topo di campagna o, più recentemente e banalmente, con fili d’erba.

Grilli in scatola foto di una scatola con combattimento tra grilli

La tradizione dei combattimenti è nata successivamente e ai miei occhi non ha niente di accattivante, lo confesso, ma il popolo cinese ama scommettere e lo fa animatamente in occasione di veri e propri tornei in cui gareggiano i grilli.

Divisi per categorie di peso, vengono trasportati in scatoline nere e poi messi in una piccola arena da combattimento (tradizionalmente azzurra di porcellana, oggi perlopiù in plastica trasparente) separati da un divisorio.

A questo punto partono le scommesse, i proprietari iniziano a stimolare i grilli infastidendoli finché non appaiono sufficientemente aggressivi. È il momento di sollevare il divisorio dando il via al combattimento che finirà quando uno dei due inizierà ad evitare lo scontro, salterà fuori dall’arena o verrà sconfitto.

La scelta del grillo perfetto

I grilli più ambiti sono:

  • maschi (si riconoscono dai puntini sulla parte finale dell’addome),
  • giovani (con pancia e ali verdi, gli anziani le hanno scure)
  • sani (con ali lunghe e antenne intatte)

Hanno una vita breve, di circa 100 giorni.

E se si acquista il grillo sbagliato?

Nei combattimenti cadrà inevitabilmente e si subirà la perdita di un investimento errato.

Nel caso dei grilli da compagnia, invece, esistono dei “trucchi” per aiutarli a cantare nel modo desiderato.

Se il grillo è “pigro” e canta poco, facendogli ascoltare registrazioni con il verso di un grillo ad alto volume, molto probabilmente accetterà la sfida e, per naturale spirito di competizione, canterà.

In caso di problema opposto, quando il grillo canta ininterrottamente giorno e notte, nei momenti meno opportuni, i cinesi insegnano che basterà metterlo in frigo. Sì, avete capito bene, perché solitamente un grillo canta quando la temperatura è superiore ai 25 gradi.

CURIOSITÀ tutta italiana

Sapete che in un passato non troppo lontano (alcuni decenni fa) anche in Italia si usava catturare i grilli dai campi per tenerli in piccole gabbiette ed ascoltare il loro canto? Proprio così!

La Festa del Grillo, celebrata a Firenze al Parco delle Cascine in occasione dell’Ascensione, è stata per secoli un’importante manifestazione incentrata su questa tradizione.
Si trattava di un evento annuale molto atteso che fondava le proprie origini tanto a ritroso nel tempo che esisteva già ai tempi del Granducato, Michelangelo Buonarroti vi faceva riferimento nel descrivere dettagli della cupola del Brunelleschi (che gli ricordavano una gabbietta per grilli).

I nonni fiorentini ricorderanno il tempo in cui ancora bambini tornavano a casa dalla festa, orgogliosi nel tenere tra le mani, una gabbietta di sughero, legno e fil di ferro con dentro il loro nuovo piccolo grillo acchiappato personalmente nei prati del parco o acquistato dai grillai.
Esistevano molte gabbiette diverse, coloratissime e con dettagli personalizzati perché ogni famiglia poteva scegliere se fabbricarsi la propria o acquistarne una creata da un artigiano, si vendevano anche in cartoleria.

Nel giorno della Festa del grillo si portavano con sé e si andava con parenti ed amici a fare un bel picnic al parco. Ognuno con il proprio grillo ci si sfidava organizzando gare canore tra insetti, tra risate e brindisi a base di vino.

Era una ricorrenza felice, per tutti tranne per i malcapitati insetti che, vittime di una tradizione antica, venivano catturati nelle campagne e rivenduti per pochi soldi alle famiglie in città, per la gioia dei bambini che ascoltavano il loro canto e li sfamavano dandogli foglie di insalata.

La manifestazione ha perso tutto il suo appeal nel tempo.
A partire dal 1999 il Comune di Firenze, varando un regolamento a tutela degli animali, ha vietato la vendita di grilli veri, che sono stati sostituiti con delle riproduzioni inserite nelle tradizionali casette colorate.
Recentemente la Festa del Grillo è stata in parte reintrodotta, con la fiera – mercato all’interno del parco delle Cascine, ma non c’è più traccia dei grilli e dei grillai. «Gli insetti possono essere catturati, ma devono essere liberati dalle gabbiette entro tre giorni.»
Con l’introduzione delle nuove regole si è persa la “magia” di un tempo ed una grande manifestazione folkloristica fiorentina si è trasformata in un giorno di mercato.

Una versione molto più casereccia e goliardica quella nostrana, diversa dalla tradizione cinese tanto ricercata da rasentare l’ossessione, ma che in comune ha la passione per il piacevole e ben augurante canto del grillo.

Sicuramente far vivere un grillo canterino chiuso in una piccola scatola cinese pregiata non è il massimo della vita per lui, per quanto curato possa essere, la sua è pur sempre un’esistenza vissuta in cattività. Mai sfortunato quanto il povero grillo da combattimento! Su questo non c’è dubbio, ma la tradizione di allevare grilli da compagnia ha qualcosa di decisamente affascinante agli occhi di una viaggiatrice curiosa e sognatrice come me. Siete d’accordo?


Se amate la cultura orientale trovate un articolo dedicato alla complessa e affascinante arte della calligrafia cinese qui.


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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