Danze tradizionali nel mondo: 4ª tappa – America Centro-meridionale

Danze tradizionali nel mondo: Collage rappresentativo di balli tipici sudamericani

Danze tradizionali nel mondo

4ª tappa – America Centro-meridionale

Tempo di lettura: 7 minuti

L’America è un continente esteso ed estremamente vario da nord a sud, anche nel temperamento dei suoi abitanti e questo si trasmette nei passi dei suoi tanti e diversi stili di ballo.
Le danze tradizionali americane sono, nella maggior parte dei casi, molto conosciute ovunque.
Oggi i protagonisti sono i ritmi coinvolgenti delle danze caraibiche e latinoamericane, caldi e passionali come il popolo cui appartengono. Sono balli di coppia, dove l’uomo guida la sua donna in figure più o meno complesse. La distinzione tra i due gruppi fondamentali, al contrario di quanto si possa pensare, è più legata alle caratteristiche comuni alle danze che alla loro collocazione geografica.

Colgo l’occasione per chiarire subito un equivoco frequente: le danze caraibiche provengono effettivamente da quell’area geografica, ma nonostante il termine danze latinoamericane possa trarre in inganno queste danze non sono originarie dell’America Latina, ma di zone anche molto diverse.

Letteralmente latinoamericano significa <<appartenente all’America latina>> che a sua volta non coincide con tutta l’America Centro-meridionale (anche se quasi), ma indica la parte del continente americano composta dai Paesi che furono colonizzati da Spagna, Portogallo e Francia, in cui si ha una comune eredità culturale e si parlano lingue neolatine lo spagnolo, il portoghese e il francese.

Belize, Guyana, Suriname e altri paesi insulari delle Antille (tipicamente anglofoni o neerlandofoni) sono esclusi dall’America Latina.
Nelle danze questa suddivisione geografica non vale, andiamo per gradi.

Danze Caraibiche

Le Danze Caraibiche hanno in comune il ritmo, la vivacità e la sensualità, si ballano a CUBA, PORTORICO, e nella REPUBBLICA DOMINICANA. Sono la salsa, il merengue e la bachata. Danze che prevedono una stretta vicinanza tra i partner, passionalità ed hanno molto successo anche in Europa, sono considerate un pochino più semplici da imparare a livello tecnico rispetto alle danze latinoamericane.

SALSA
È nata a Cuba dalla commistione di generi musicali: la Rumba con il Merengue Dominicano, la Cumbia Colombiana, il Mambo, il Cha-Cha ed altri ritmi musicali del Caribe. Esistono vari stili e tecniche diverse; le principali sono la salsa cubana (piú veloce) e la salsa portoricana.
(C’è anche il New York Style, ballato nel famoso film degli anni novanta Dirty Dancing.)
Fondamentalmente è un’espressione di gioia; il vero spirito è quello di divertirsi, di comunicare emozioni al proprio partner attraverso il ballo.

MERENGUE
È una danza dal ritmo travolgente nata nella Repubblica Dominicana, probabilmente dall’imitazione dei movimenti a cui erano costretti gli schiavi africani nei campi. A causa delle catene alle caviglie non potevano fare grandi movimenti, ma riuscivano a trasferire ritmicamente il peso del corpo da un piede all’altro come nei passi base del Merengue che ha poi subito un’evoluzione coreografica.

In passato, nelle tribù in cui è nato, la donna restava al centro di un cerchio e aspettava il lancio del cappello per decidere se ballare con il suo pretendente. Il ballo si svolgeva in continuo contatto con l’uomo che guidava.
Era un gioco di seduzione e le figure complesse eseguite dai ballerini di oggi non esistevano, sono state inserite successivamente come arricchimento.

BACHATA
È nata fra la gente povera della Repubblica Dominicana. Rappresentava un modo di evadere e spezzare la routine della vita quotidiana. L’atteggiamento provocante di questo ballo appariva volgare e osceno perché i corpi dell’uomo e della donna rimanevano sempre a stretto contatto.
Lenta e sensuale con una scarsa varietà di figure per questo la bachata era snobbata dalla borghesia.

Dopo gli anni Ottanta, però, è stata molto rivalutata e apprezzata.
Si è diffusa e arricchita di figure sempre più complesse, però lo spirito originale era ed è diverso, si balla senza troppe complicazioni, cullandosi.

Danze Latino-Americane

Le cosiddette Danze Latino-Americane sono oggi una categoria di ballo di coppia da competizione, comprendono:

  • il Samba nato in Brasile, è molto coinvolgente e dinamico, ed è tra i più faticosi balli latini da imparare, sia per i passi della coreografia, sia per l’elevato consumo di energie.
  • il Cha cha cha in realtà originario di Cuba, è caratterizzato da passi fluidi ed eleganti.
  • la Rumba anch’essa cubana, è la più sensuale delle cinque danze latinoamericane. Chiamata anche “danza dell’amore” per la sua carica erotica e sensuale.
  • il Paso Doble proveniente in realtà dalla Spagna, quindi ne parleremo più avanti.
  • il Jive è una danza allegra che nasce come variante dello swing, negli anni trenta, nel Nord America. È caratterizzato da saltelli e figure che richiedono molta elasticità nei movimenti, dinamicità e allenamento per la buona riuscita di una coreografia.

Ognuno di questi balli ha decine di figure, che possono essere eseguite con tempi, modi e ritmi differenti. Fondamentale è il feeling presente tra i due ballerini. Queste danze divenute note e praticate a livello internazionale hanno assunto una complessità ed eleganza crescenti con l’inserimento nelle competizioni, perdendo un po’ della spontaneità originaria.

Approfondiamo un pochino il Samba (simbolo del BRASILE) e la Rumba (che rappresenta una parte importantissima della storia cubana).

IL SAMBA nasce a Salvador de Bahia, dove gli schiavi rapiti dall’Africa occidentale sbarcavano prima di essere mandati a lavorare nei campi. Questo ballo, diventato ormai parte imprescindibile del colorato carnevale di Rio, con tutta la sua gioia e frenesia, accompagna i carri che sfilano per le strade della città.

Foto di ballerine di Samba in azione

La RUMBA è nata a CUBA ed è una danza popolare che ha influenzato anche la nascita della Salsa cubana.
Io me ne sono perdutamente innamorata durante il mio viaggio in quest’isola affascinante (di cui presto vi parlerò) perché veder ballare una rumba nei quartieri de la Habana in cui è nata è un’emozione indescrivibile, da provare, garantito.

Le origini della rumba risalgono al periodo coloniale, si sviluppò nei quartieri suburbani, nelle zone emarginate dei paesi dell’interno, nei locali e nei luoghi abituali di riunione, soprattutto nella regione occidentale dell’isola (La Habana). Con l’abolizione della schiavitù a Cuba, avvenuta nel 1886, gli schiavi, non potendo restare in campagna (perché non possedevano terre da coltivare) ed essendo poveri, si spostarono nella periferia dei paesi e delle città, creando i solares, quartieri popolati da diverse etnie e dove ancora oggi “se arma una Rumba”, ovvero “si organizza una Rumba”.

Rumba significava fiesta, ossia una festa collettiva a cui partecipavano i ceti più umili e sfruttati della popolazione di origine africana e cubana.
Proprio per le condizioni di povertà di queste etnie, gli strumenti utilizzati inizialmente nella Rumba erano semplici e occasionali come i mobili, gli utensili di casa o del lavoro. I ritmi che accompagnavano questi canti venivano prodotti dai suoni dei cucchiai o bastoni battuti su qualsiasi oggetto, su un tavolo, su una sedia o altro.

Foto di una ballerina di Rumba in azione

In poco tempo si passò all’uso del Cajòn, cassa di legno con la quale si importava il baccalà, di piccoli tamburi percossi con bacchette fatte con ramoscelli, di cucchiai percossi su una cassetta, una bottiglia o un metallo. In questo modo si accompagnava un cantante che suonava la Clava, il primo strumento dell’orchestra rumbera.

Il Cajòn con il tempo è stato sostituito dalle Tumbadoras. Sono 3 tamburi, ognuno con un nome diverso: Salidor, Tres-dos e Quinto (rispettivamente con suono grave, medio e acuto).
La Cascara invece è la parte laterale di uno dei tamburi e viene colpita con due bastoni. Quando si parla di Catà invece ci si riferisce ad un tronco di legno svuotato.

Ancora oggi si usano solitamente strumenti di uso comune come maracas, tamburi e claves.
La rumba si basa sul movimento di fianchi e bacino ed è particolarmente seducente.
Agli inizi del ‘900 quando Cuba sancì l’indipendenza, anche la musica subì una netta separazione. Le classi abbienti vietarono l’uso dei tamburi (perché richiamavano i ritmi selvaggi dei neri africani) ma la popolazione delle campagne dell’isola continuò a comporre, ascoltare e ballare ritmi basati sulle percussioni, il son. Questo ritmo ha dato origine a molti dei ritmi caraibici più ballati oggi. Il più importante è il “son montuno” che diventerà proprio la base della danza che oggi chiamiamo salsa.

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Oltre alla distinzione nelle categorie di Danze Caraibiche e Latino-Americane spiegata sopra, meritano di essere menzionati almeno altri 3 balli tradizionali che sono sudamericani: Cumbia, Tango e Frevo.

CUMBIA
Nata lungo la costa della COLOMBIA, è una danza popolare con diversi stili e varianti regionali.
La cumbia (dalla parola africana “cumbe” che significa “ballare”) è un mix nato dalla fusione di balli tradizionali patrimonio degli indigeni, degli schiavi africani insieme a quelli dei colonizzatori europei. È una forma di corteggiamento fatta di movimenti sensuali dei fianchi da parte della ballerina che solleva provocantemente la gonna eseguendo passi corti, mentre il suo partner le balla intorno. La cumbia è molto caliente, è pura seduzione!

TANGO.
Ballo tradizionale in ARGENTINA molto apprezzato per la sua passionalità e carica emotiva. La donna segue il suo ballerino accompagnandolo in una successione di figure molto eleganti. Fondamentale l’espressività, dallo sguardo alla postura dei ballerini che lo interpretano.

Foto con una coppia di ballerini di Tango

FREVO
Danza tradizionale in BRASILE il cui nome deriva dalla parola portoghese “ferver”, che significa bollire, il frevo è una danza “calda”. I ballerini di frevo si esibiscono in acrobazie, spostamenti di gambe e passi di capoeira (arte marziale brasiliana definita anche “danza da combattimento”).

Foto di un ballerino di Frevo in azione

È possibile assistere a performance dei passistas (ballerini) che si esibiscono con ombrellini rossi, blu, gialli e verdi nello stato di Pernambuco, soprattutto durante il carnevale nella città di Olinda.
Le origini risalgono all’inizio del XX secolo, ma è il maestro di frevo, Nascimento do Passo che lo ha portato alla popolarità negli anni ’50. La massima consacrazione di questo ballo (seppur meno noto degli altri che ho citato) è avvenuta con il suo riconoscimento come patrimonio culturale intangibile dell’umanità, nomina ricevuta dall’UNESCO nel 2012.


Tutte le tappe:
1ª tappa – Africa e Medioriente
2ª tappa – Asia
3ª tappa – Oceania
4ª tappa sei qui!
5ª tappa – America del Nord


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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