Danze tradizionali nel mondo: 3ª tappa – Oceania

Danze tradizionali nel mondo: Collage rappresentativo di balli tipici dell'Oceania

Danze tradizionali nel mondo

3ª tappa – Oceania

Tempo di lettura: 3 minuti

AUSTRALIA
La Wangga (o Wongga), è una danza aborigena che ha origine nell’area più a nord del Paese. I danzatori hanno il corpo simbolicamente decorato con pigmenti e attraverso il canto e la danza si esprimono interpretando temi legati al ciclo della natura, alla morte e alla rinascita: si racconta che le musiche e i testi delle canzoni siano ‘ricevute’ in sogno dagli spiriti degli antenati.

In NUOVA ZELANDA è famosissima la Haka.
Questa danza Maori è molto radicata e viene ballata in molti ambiti diversi, ma è diventata così nota in tutto il mondo grazie agli All Blacks, la fortissima Nazionale neozelandese di rugby che con essa si esibisce tradizionalmente all’inizio di ogni partita per intimidire gli avversari.
Si tratta di una danza tribale (“haka” significa proprio “danza”) eseguita per esprimere un sentimento forte, travolgente, che fluisce attraverso una serie di passi accentuati e urla rituali.
A causa del forte impatto visivo, spesso si definisce l’haka come un’antica danza di guerra, ma in realtà può esprimere anche felicità o dolore per un lutto.

Esistono vari tipi di haka. Il più famoso è appunto il Ka Mate ballato dagli All Blacks, molto corta e senza armi; con le armi invece esiste il Peruperu, una tipica danza di guerra dove alla fine del rituale si fa un salto in alto.
In ognuno degli stili ci sono tre elementi comuni che non possono mancare: occhi dilatati (pukana) (alle donne è consentito chiuderli in alcuni casi particolari) linguacce (whetero), occhi sbarrati accompagnati da versi striduli (ngangahu) e poi tutta una serie di gesti come il digrignamento dei denti o il battersi petto e avambracci.

A condurre la “performance” è una voce guida (il leader del gruppo, il più anziano – come negli All Blacks – o un membro dotato di autorità) che incita i suoi compagni con un ritornello che dà il via alla danza vera e propria.
Non si usa musica, ma solo l’accompagnamento vocale dei partecipanti.
In passato, la reputazione delle diverse tribù era direttamente proporzionale alla loro abilità come danzatori di haka, in particolare a quella del loro leader.

Se siete curiosi e non l’avete mai vista, dal link qui sotto potete vedere una performance della Haka con Jonah Lomu nell’anno della sua morte.

Miniatura del video dell'Haka su Youtube
Clicca sull’immagine per il link a Youtube

Lomu generalmente considerato come la prima vera superstar mondiale del rugby a 15, è stato il più giovane giocatore ad entrare negli All Blacks, considerato tra i migliori rugbisti di ogni epoca, una leggenda del rugby nonostante la sua breve carriera interrotta precocemente a causa della malattia. Fa anche parte della Hall of Fame

In POLINESIA, la danza tradizionale è legata a riti antichi che riguardano il rapporto dell’uomo con la terra madre.
Ote’a
La tradizionale danza tahitiana, è caratterizzata da vigorosi movimenti del bacino a ritmo di percussioni e movimenti delle mani. I ballerini indossano costumi floreali o di tessuto vegetale e copricapo elaborati.

Politicamente, l’arcipelago delle HAWAII è uno Stato degli USA, eppure, la Hula è uno degli stili più riconoscibili tra queste danze del Pacifico, insieme al Tamuré, noto anche come Ori Tahiti.
La Hula è caratteristica dello spirito hawaiano, si tratta di una danza sacra antichissima, le cui movenze raccontano il percorso naturale e ciclico della vita. Con le mani si possono rappresentare visivamente parole, aspetti naturali (ad esempio l’ondeggiamento richiama l’idea delle onde dell’oceano o del vento) o sentimenti, come l’affetto o la passione. Gli strumenti usati per accompagnare questi spettacoli vanno dal tamburo di zucca alla pietra lavica, alle canne di bambù.

Alla prossima

shaka

P.s.: Per i non surfisti o chi ignora questo gesto…
Il segno si chiama “Shaka” (noto anche come “hang-loose”) ed è un saluto comune nella cultura hawaiana e tahitiana, poi adottato dai surfisti grazie a cui si è diffuso nel mondo.
Alle Hawaii, lo Shaka è usato ovunque da tutti e si può tradurre con “Grazie”, “Cool”, “Sì” oppure “Ciao” o “Arrivederci”. Gli hawaiani lo definiscono un segno di Aloha, cioè di apprezzamento e amore, fa parte della loro vita quotidiana. È disegnato così, ma correttamente si dovrebbe rivolgere il dorso verso il destinatario del saluto e oscillare la mano.


Tutte le tappe:
1ª tappa – Africa e Medioriente
2ª tappa – Asia
3ª tappa sei qui!
4ª tappa – America Centro-meridionale
5ª tappa – America del Nord


Se ti è piaciuto l'articolo puoi sostenermi offrendomi una cioccolata. 😋
Default image
Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
Articles: 75
error: Il contenuto è protetto!