Danze tradizionali nel mondo: 1ª tappa – Africa e Medioriente

Danze tradizionali nel mondo: Collage rappresentativo di balli tipici africani

Danze tradizionali nel mondo

1ª tappa – Africa e Medioriente

Tempo di lettura: 4 minuti

Facciamo un giro del mondo alla scoperta delle sue danze tradizionali…

Foto di danze tradizionali in Africa

Sono davvero moltissime e diversissime tra loro perché legate alle proprie culture di origine, ma ce ne sono alcune particolarmente celebri!
Una tappa per volta, una a settimana, oggi iniziamo da Africa e Medioriente.

L’Africa, data la sua vastità, presenta molti balli tradizionali. Possiamo distinguerli in due grandi macro-aree quella sub-sahariana e quella del nordafrica, dove le danze sono meno “tribali”, meno viscerali, più studiate nei passi e con vestiti e accessori molto diversi.

☆ AFRICA SUB-SAHARIANA

Foto di danze tradizionali in Africa

I balli sub-sahariani si caratterizzano per l’utilizzo del canto come “strumento” principale a cui si accompagnano strumenti rurali come tamburi con pelli tirate che danno il ritmo, fondamentale nelle danze tribali.

Solitamente questi balli vengono eseguiti sul posto, con movimenti che coinvolgono tutto il corpo, quindi non solo le braccia e le gambe, ma anche il bacino, il petto e il collo.

Ogni danza africana ha il suo significato e un momento diverso in cui viene utilizzata. Esistono danze che vengono definite “dei guerrieri” dove vengono mimati colpi e mosse di combattimento, tipiche durante i funerali, oppure ci sono le “danze dell’amore”, che si praticano soprattutto durante le occasioni speciali come i matrimoni o gli anniversari. Infine, molto particolari, sono le “danze di possessione”, in cui vengono evocati gli spiriti, rappresentati da grandi statue che vengono interrogate sul futuro del villaggio e dei suoi abitanti.

Foto di danze tradizionali in Africa

In KENYA e TANZANIA, l’Adamu (lett. danza saltata) è praticata dagli uomini della tribù Masai durante le cerimonie di celebrazione della maggiore età.
Più in alto si salta, più forti (e desiderabili) si verrà considerati. Gli uomini formano un semicerchio e ognuno salta più in alto che può, senza toccare il terreno con i talloni, incoraggiati dalle forti urla di incitamento dei loro compagni. La forza e l’agilità sono essenziali nella loro vita semi-nomade caratterizzata dal pascolo del bestiame e dalla caccia al leone, ma durante l’adamu è fondamentale anche l’eleganza. I masai indossano costumi rossi e collane decorate con perline, non si usano maschere, ma i corpi sono spesso tatuati.

Tra i balli in cui si utilizzano maschere c’è lo Zaouli.
La musica inizia con flauti e percussioni poi il danzatore mascherato inizia a saltare davanti alla folla, pestando i piedi in modo selvaggio. Sotto alla rafia e alla maschera colorata c’è un uomo della comunità Gouro di Manfla, nella COSTA D’AVORIO centrale.
Una danza affascinante e molto movimentata, ballata solo ed unicamente da uomini per celebrare con energia la forza e la bellezza femminile.
Ogni villaggio del gruppo etnico Gouro ha il proprio ballerino che si esibisce in questa danza popolare durante le celebrazioni. Una danza propiziatoria per accrescere unione e pace.

Qualche anno fa Keeley Gould, nota film maker che ha girato alcuni dei più famosi videoclip di Beyoncé e Lady Gaga, ha girato un mini film di 1 minuto reinterpretando questa particolare danza da cui era rimasta affascinata, il titolo è proprio “Zaouli” un omaggio alla cultura tradizionale della Costa d’Avorio. Ecco il link!

☆ NORD AFRICA E MEDIORIENTE

Come prima immagine di danza mediorientale, viene subito in mente la danza del ventre. In arabo è chiamata Raqs Sharqi, ovvero Danza dell’est: Si tratta di una danza reale del medioriente, che ha origini antichissime. È praticata nei paesi arabi come LIBANO, TURCHIA, IRAQ, ma anche EGITTO e Maghreb (luogo dove, per gli arabi, il sole tramonta: MAROCCO, ALGERIA e TUNISIA) in modo diverso a seconda della provenienza geografica e della musica che l’accompagna.

Gli stili sono innumerevoli, così come gli accessori che possono essere scelti – oltre ai veli, cimbalini in ottone o bronzo, tamburelli, candelabri e spade. In principio, era strettamente legata al culto della fertilità, della Dea Madre; l’evidente richiamo sta nei movimenti sinuosi e rotatori della vita che rimandano al ciclo della natura, al susseguirsi delle stagioni, alla fertilità, alla riproduzione e alla nascita; non a caso, è stata a lungo considerata peccaminosa proprio a causa dell’elevato potere seduttivo non certo implicito. Oggi è diffusa anche come semplice spettacolo di intrattenimento.

La Dabka (o Dabkeh) è invece una danza popolare di gruppo tipicamente maschile, il cui nome deriva dal verbo yadbuk, ovvero battere i piedi per terra e sta proprio a significare l’attaccamento e l’amore per la propria terra. È sempre accompagnata da musiche cantate, spesso precedute da poesie.

Un discorso a parte richiederebbe la danza roteante, profondamente spirituale, praticata dai dervisci, (dal persiano e arabo darwish, povero), discepoli di alcune comunità islamiche che intraprendono la via dell’asceticismo.

Foto di danze tradizionali in Medioriente

Il giro del mondo a ritmo di danza continua… alla prossima tappa!


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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