Cultura Amish. Un viaggio alla scoperta di uno stile di vita anacronistico

Cultura Amish. Collage fotografico della comunità Amish

Cultura Amish

Un viaggio nella loro comunità di Lancaster County alla scoperta di uno stile di vita anacronistico

Tempo di lettura: 10 minuti

Riflettevo in questi giorni sul nostro rapporto con la TECNOLOGIA: quanto è importante nella nostra vita?! Negli ultimi mesi è diventata quasi indispensabile per molti di noi, per lavorare in smartworking, per far studiare i nostri figli, per tenerci informati e per comunicare con i nostri cari facendoci sentire uniti e vicini anche a distanza.

Eppure ci sono molte persone nel mondo che vivono senza, non penso solo a chi non ha accesso alla tecnologia, ma anche a chi semplicemente SCEGLIE di farne a meno, rinunciare al progresso per vivere in modo semplice e naturale.

Succede di incontrare persone che lo fanno per libera scelta individuale, oppure intere comunità che scelgono uno stile di vita alternativo e aderiscono ad una vera cultura anacronistica come gli Amish.

Amish a lavoro con un carro di fieno

Viaggiando può capitare di incontrarli in varie zone, ad esempio nell’East Coast in America, dove a circa un’ora e mezzo di auto da Philadelphia si può vivere un’esperienza particolare, come un viaggio nel tempo nello spazio di pochi chilometri raggiungendo Lancaster County, una contea in piena campagna dove vive una grande comunità religiosa Amish.

STORIA

Gli Amish sono di origine svizzera ed emigrarono negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni da parte di Cattolici e Protestanti.

Le loro radici risalgono al movimento Anabattista e si rifanno alla Confessione di Fede di Dordrecht del 1632.

Per cercare di comprendere l’origine di questa comunità dobbiamo fare un passo indietro e ritornare agli anni della Riforma Protestante.

Nel 1517 tre pensatori si staccarono definitivamente dalla Chiesa di Roma: Martin Lutero in Germania, Jehan Cauvin (a noi noto come Giovanni Calvino) a Ginevra e Huldreich Zwingli a Zurigo. Dettero vita a tre correnti protestanti distinte, ma che condividevano:

• il rifiuto dell’autorità papale riconoscendo come unico capo della Chiesa Gesù Cristo;
• l’idea di una salvezza conquistata solo attraverso la Grazia Divina e non per i meriti e le opere buone compiute dall’uomo;
• l’importanza della Bibbia e delle lettere di Paolo di Tarso.

Questi tre pensatori fondarono le rispettive Chiese (nonostante l’opposizione di Roma) e le loro
idee dettero origine ad una vera e propria rivoluzione culturale che riguardava il modo di comprendere la fede, la chiesa e il mondo.

Accanto a questi movimenti religiosi ne nacquero altri più radicali che dettero vita alla “Riforma radicale”.

Per molto tempo quest’ultima è stata identificata prevalentemente con l’anabattismo. La parola anabattista, che significa ribattezzatore, veniva usata in senso polemico e dispregiativo dalla Chiesa Cattolica per identificare i riformatori radicali perché sceglievano di ricevere un secondo battesimo da adulti ed erano considerati eretici.

Gli anabattisti, in realtà rifiutavano il battesimo ai piccoli perché ritenevano che questo sacramento potesse essere ricevuto soltanto ad una età in cui si fosse in grado di assumere consapevolmente un impegno di fede. Altra loro caratteristica era la fratellanza, ossia la volontà di creare comunità fondate sull’aiuto reciproco e la non-violenza con il rifiuto totale delle armi.

Le tensioni contro gli anabattisti si inasprirono nel 1529 quando l’imperatore Carlo V con l’editto di Spira sostenne che chiunque si fosse ribattezzato, donna o uomo, dovesse essere condannato a morte.

Alcuni anabattisti a questo punto abbandonarono la non-violenza… da qui una storia fatta di scontri, occupazioni e violenze finché il movimento anabattista iniziò ad essere perseguitato ovunque.

Nacquero altre comunità religiose radicali tra cui i Mennoniti con una dottrina basata sul ritorno alle origini della Chiesa Cristiana (che si stava allontanando sempre più dal vero messaggio di Gesù Cristo), sul rifiuto del sacramento del Battesimo e del Servizio Militare.

Gli Amish sono discendenti ancor più radicali e puri dei Mennoniti da cui si sono separati alla fine del ‘600 (pur mantenendo alcuni punti in comune). Fuggiti dalle persecuzioni in Europa si sono stabiliti in varie zone dove hanno fondato le proprie comunità religiose.

LA VITA DI UN AMISH

Amish con macchina agricola trainata dai cavalli

Gli Amish sono conosciuti per la loro scelta di vivere all’interno di comunità in aree rurali, rifiutando qualsiasi forma di progresso in favore di una vita semplice.
Interpretando in modo radicale un passaggio della Bibbia in cui è scritto di “separarsi dalle cose del mondo”, gli Amish scelgono di vivere evitando il più possibile le connessioni con il mondo moderno. Respingono ogni forma di mondanità e considerano la modernizzazione un allontanamento da Dio.

Il bambino Amish non viene battezzato da piccolo, ma gli vengono insegnati i principi della religione. Cresce educato dalla famiglia, soprattutto dai nonni. La figura dell’anziano è ritenuta importante per l’insegnamento ai più giovani.

Frequenta una scuola fino ai 13 anni. Gli insegnanti sono solitamente donne nubili della comunità scelte in base alla loro intelligenza e condotta morale. Dopo gli anni della scuola, i maschi imparano i lavori necessari al sostentamento della famiglia, mentre le femmine vengono educate in casa nei lavori domestici e nella cura dei familiari. Imparano anche le pratiche naturali per le cure in caso di malattie, tramandate per tradizione, visto che si cerca il più possibile di evitare il ricorso a cure mediche per vari motivi sia religiosi che pratici: perché gli Amish credono che ciò che accade sia volere di Dio, ma anche perché non hanno assicurazioni mediche quindi l’accesso alle cure non è semplice.

RUMSPRINGA E BATTESIMO

Durante l’adolescenza i ragazzi vivono un fase in cui gli è consentita la libertà di fare esperienze nel mondo al di fuori della comunità, uscire con i coetanei e fare ciò che solitamente è proibito, questa parentesi della vita di un Amish si chiama “Rumspringa”. Un periodo che serve ai ragazzi per prepararli ad una scelta un po’ più consapevole, infatti successivamente (tra i 16 e i 25 anni) i giovani Amish devono decidere se entrare ufficialmente a far parte della comunità ricevendo il battesimo oppure no.

Durante il sacramento gli viene domandato più volte se accettano di impegnarsi completamente verso Dio e la comunità, rinunciando al mondo esterno, alla sua influenza, al diavolo in tutte le sue forme e se intendono impegnarsi a rispettare questi principi seguendo gli insegnamenti di Cristo e della Chiesa, frequentando la propria comunità.

Scegliendo la devozione dopo la Rumspringa sanno cosa si precludono. In realtà non è semplice scegliere una strada diversa.

Se si rifiuta il battesimo bisogna andarsene dalla comunità, anche se in alcuni casi è ancora possibile vedere la famiglia pur essendo costretti a vivere lontano.

Nel caso in cui un componente rifiuti il credo dopo il battesimo, è costretto all’esilio e non può contattare né essere contattato dai membri della sua comunità per tutto il resto della vita, viene esiliato, scomunicato e rifiutato.

MATRIMONIO

Una volta battezzato, il ragazzo Amish può scegliere la sposa.

Prima c’è una fase di corteggiamento ben definita in cui innamorati si scambiano lettere e si vedono solo durante il fine settimana. Solo dopo almeno un anno di frequentazione, l’uomo può fare la proposta di matrimonio alla futura sposa.

Il matrimonio avviene in maniera molto semplice, senza ornamenti, senza testimoni né damigelle perché tutta la comunità è presente a testimoniare l’unione.

Il legame creato con il matrimonio è molto importante nella cultura Amish e il divorzio esiste ma i casi sono rarissimi.

Le celebrazioni vengono programmate in giorni infrasettimanali in autunno (dopo la stagione del raccolto), non sono previsti addii al celibato o nubilato, abiti speciali, anelli e dettagli particolari, esulerebbero dal concetto di umiltà intrinseco degli Amish.

Le spose non indossano il classico abito bianco ma scelgono un vestito semplicissimo, senza decorazioni, solitamente di colore blu, celeste o viola, che verrà poi utilizzato durante le funzioni religiose della domenica e al proprio funerale.

Il matrimonio dura al massimo quattro ore ed è seguito da un ricevimento in cui si mangia, si canta, si raccontano storie e si balla. La prima notte di nozze si passa a casa dei genitori di lei. Nelle settimane seguenti si fa visita alle case di amici e familiari e poi ci si trasferisce nella casa definitiva.

MODA E CURA PERSONALE

Il vestiario degli Amish è molto rigido. Tessuti durevoli, colori basici.

Non ci sono uniformi, ma solo un unico dress code non scritto che ha lo scopo di limitare vanità e invidie. I loro vestiti semplici sono la rappresentazione del loro semplice stile di vita.

Gli uomini indossano solo giacche classiche, camicie senza colletti e pantaloni semplici, con al massimo un gilet e le bretelle.
Portano sempre il cappello.
Sono vietati i baffi, ma solo dopo il matrimonio devono farsi crescere la barba. I tagli di capelli quando necessari, vengono fatti solo da un barbiere amish.

Gli abiti delle donne sono semplici, in tinta unita e lineari, con maniche lunghe, decolté rigorosamente coperto fino al collo, gonne mai sopra la caviglia. Sopra portano un grande grembiule.

Non possono tagliare i capelli, che portano raccolti in trecce o chignon sotto una cuffia bianca o nera da preghiera che rappresenta la loro sottomissione a Dio.
Vietato depilarsi o truccarsi.
I gioielli non sono ammessi.

ALCUNE REGOLE

Gli Amish hanno regole molto rigide su come comportarsi e rinunce da garantire per poter essere accettati dalla comunità.

• Evitare contatti con l’esterno.
La regola numero uno degli Amish, da cui nasce il loro stile di vita è il rifiuto categorico del progresso e della società all’infuori della loro comunità, estremamente nociva poiché allontana dalla vita pura e semplice insegnata da Dio.

• Nessuna tecnologia.
Il rifiuto al progresso comporta il divieto di usare non solo apparecchi moderni come telefoni, smartphone e computer, ma anche elettricità e acqua corrente.
Alcuni di loro usano energie alternative all’elettricità come il vento e il sole per cucinare e scaldare l’acqua del bagno.

Le comunità più aperte, però, oggi usano anche il gas naturale e elettrodomestici di uso quotidiano, come le lavatrici.

Cavallo con carretto tar le abitazioni Amish

• Niente veicoli a motore.
Le macchine e le moto sono beni più lussuosi e che aprono orizzonti più ampi, pertanto non si possono utilizzare. Gli Amish si spostano con i cavalli nei campi e all’interno del loro territorio, su carretti molto semplici, in alcuni casi coperti (buggies). Solo in poche precise circostanze è ammesso accettare un passaggio motorizzato (per andare in ospedale o trasportare una persona disabile).

• Vietato lavorare fuori dalla comunità e guadagnare stipendi.
La vita di un Amish deve essere dedicata alla preghiera e al lavoro per la comunità. Le fonti di sostentamento essenziali sono l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato.

Gli Amish credono in una Chiesa Libera dai vincoli della legge e dello Stato. Seguono la Bibbia, in particolare l’Antico Testamento, in modo rigido e categorico quindi sono vietate tutte le cose ritenute inopportune dalla Chiesa Cristiana, come il sesso prima del matrimonio, l’uso dei contraccettivi (infatti le famiglie sono molto numerose). Anche l’uso di alcol, droga e stili di vita viziosi.

LANCASTER COUNTY

Vista della vallata di Lancaster County con abitazioni Amish

Ci sono comunità Amish in vari Stati degli USA e altrove nel mondo, ma tra queste la più numerosa è quella che si è stabilita in Pennsylvania. Il loro numero è in crescita perché la maggior parte degli appartenenti alla comunità vi rimane e il tasso di natalità è elevato visto che ogni coppia ha mediamente 7 figli.

Gli Amish sono generalmente trilingue: conoscono l’inglese (o la lingua del Paese in cui vivono), ma data la loro origine svizzera, all’interno delle comunità parlano il Pennsylvania Dutch, che (a differenza di quello che lascia intuire il nome) è un dialetto che si è sviluppato dal tedesco e non ha origini olandesi. Nelle funzioni religiose utilizzano il tedesco ufficiale.

Per conoscere meglio la comunità è possibile visitare l‘Amish Village, una vecchia “fattoria museo” risalente al 1840 in cui una guida racconta ai curiosi visitatori usi, costumi e tradizioni degli Amish, ma anche la loro convivenza con gli americani della zona, dando indicazioni su come approcciarsi con loro girando per la contea. Ad esempio è importante sapere che loro non vogliono essere fotografati e, nonostante per un turista possa essere particolarmente attraente l’idea di immortalarli con i loro abiti tradizionali, in sella a un calesse o mentre spingono il loro tipico monopattino, bisogno tenere a mente il rispetto della loro volontà e della loro scelta di vita defilata.

Non solo non si fanno fotografare per pudore, ma non usano farlo nemmeno tra loro considerando le foto come uno stimolo alla vanità da condannare perché conduce al peccato. Ovviamente questa è la prassi, poi ci sono anche Amish che acconsentono ad essere fotografati magari con degli accorgimenti, ma non è la regola.

Esistono tour con un trenino a vapore che attraversa la campagna, su cui è possibile osservarli, possibilmente con discrezione, durante le loro mansioni quotidiane tra i campi.
In alternativa ci sono guide Amish che portano i turisti con il calesse a visitare le fattorie, un modo per entrare in contatto più ravvicinato con “il loro mondo” in cui il tempo sembra si sia fermato secoli fa.

Carro Amish

Sempre a Lancaster c’è “Plain&Fancy Farm and Restaurant” un ristorante locale in cui si possono degustare piatti tipici Amish e, nel grande spaccio adiacente, acquistare le loro marmellate, biscotti e ogni sorta di souvenir tipici del loro artigianato tra cui le coperte Patchwork.

D’altronde la curiosità per la loro realtà ha trasformato parzialmente la comunità anche in attrattiva turistica.
Lasciando le verdi distese della campagna per un giro a Lancaster città, si può raggiungere il Lancaster Central Market, il più antico “Farmer Market” degli States, in cui perdersi tra banchetti di frutta, formaggi, salumi, pane, torte, marmellate, libri di cucina e souvenir di produzione Amish. Uno shopping tutto organico e “handmade”.


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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