Bali, Nyepi day: quando il capodanno è un’occasione di silenziosa rinascita

Bali: collage rappresentativo del Nyepi day

Bali, Nyepi day

Quando il capodanno è un’occasione di silenziosa rinascita

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Tempio sul mare al tramonto

Il Nyepi Day “Giorno del silenzio” è un evento unico al mondo, celebrato solo a Bali.

È il capodanno, il primo giorno del nuovo anno secondo il calendario saka balinese, segna un nuovo inizio ed è un evento molto atteso.

Per i balinesi hindu è un momento di totale relax e contemplazione, l’occasione per fermarsi a riflettere su se stessi e la propria vita, ma anche una potentissima possibilità per madre natura di purificare se stessa, dopo un intero anno di influenza umana.

Un’atmosfera mistica, magica, spirituale. Bali si ferma ed i suoi abitanti, ma anche i turisti, restano così…circondati solo dal silenzio e la bellezza più pura, che invita alla propria Rinascita.

Durante il giorno e la notte nessuna luce è accesa – nella notte il buio è totale si vede il cielo come lo vedevano gli antichi…

Un momento perfetto per apprezzare tutta la purezza di questi luoghi, per dedicarsi a momenti di introspezione, di meditazione, ma per visitare Bali durante il Nyepi day bisogna anche ricordare che davvero TUTTO si ferma. È vietata la circolazione: sulle strade accessibili solo per emergenze, ma anche altrove; il porto e l’aeroporto sono chiusi, così come tutte le attività. Nessuno può uscire, nemmeno i turisti, le forze dell’ordine controllano il rispetto delle regole.

Visitare Bali durante il Nyepi day

Dentro le proprie case, gli abitanti devono assicurarsi di non fare nessun rumore e dopo il tramonto è vietato accendere fuochi o luci.

La leggenda narra che il silenzio dell’isola distragga gli spiriti del male, che al buio perdono riferimenti e credendola una terra deserta e inospitale, si allontanano, lasciando l’isola e i suoi abitanti liberi di rinascere da se stessi.

Il capodanno balinese non si tiene sempre nella stessa data e non corrisponde al nostro: nel 2020 il Nyepi day è iniziato il 25 marzo alle 6 del mattino (dura 24 ore).

I rituali

Bali natura e risaie

La preparazione ed i festeggiamenti durano più giorni, si seguono diversi rituali. Tre giorni prima del Nyepi day c’è il “Melasti Rite”, ci si bagna in una sorgente di acqua vicina al tempio, l’acqua di mare usata si crede serva a purificare dalle impurità universali.

Nel giorno della vigilia del capodanno hindu balinese invece si tiene il “Bhuta Yudna Ritual” che cancella e allontana l’influenza negativa degli spiriti maligni. La preparazione di questo rituale richiede tempo e impegno. Per mesi uomini e bambini dei vari villaggi, lavorano alla creazione di grandi statue di carta e bambù, anche di enormi dimensioni, le più belle vengono create con il contribuito di artisti locali e rappresentano Satana e altre creature del male. Sono conosciute come “Ogoh-Ogoh” e durante il rito queste statue vengono trasportate in spalla in processione, in modo che molte persone possano vederle, fino a raggiungere degli ampi spazi aperti dove vengono bruciate in incendi propiziatori dedicati a Batara Kala, divinità guardiana dell’inferno.

CURIOSITÀ

A Bali vengono usati 3 calendari.
▪︎ Il Saka, con 12 mesi lunari in cui ogni mese inizia il giorno che segue la luna nuova; questo calendario è indietro di 78 anni dal gregoriano.

Ma si conoscono anche:
▪︎ il Gregoriano, (quello che usiamo anche noi in occidente);
▪︎ il complicato Pawukon, secondo cui un anno è di 210 giorni, il mese è composto di 35 giorni, il tutto diviso con un intricato sistema di settimane che vanno da 1 a 10; questo calendario è usato soprattutto per le festività religiose.

BALI E L’INDUISMO

Porta antica del tempio induista

Bali è una roccaforte dell’induismo in Indonesia, Paese invece per la maggior parte di religione musulmana. Sull’isola di Bali si pratica la religione Hindu Dharma, una forma particolare di culto induista di derivazione indiana, ma con una forte tendenza animista, che ha assimilato influenze diverse tra cui quella buddista – altra scuola spirituale diffusa in Indonesia.

L’induismo balinese divide il cosmo in tre livelli. Il livello più alto è il cielo, o suarga, la dimora degli dei. Il successivo è il mondo dell’uomo, buwah. Sotto questo vi è l’inferno o bhur, dove i demoni vivono e dove gli spiriti delle persone sono puniti per i misfatti sulla terra. Questa divisione tripartita si riflette nel corpo umano (testa, corpo e piedi).

Il principio fondamentale alla base dell’induismo è che ci siano le forze del bene, Dharma e le forze del male, Adharma. Gli indù cercano equilibrio e armonia tra queste due forze.

Un viaggio alla ricerca del proprio equilibrio

Pensando a Bali la prime immagini che vengono alla mente descrivono la sua pace, la splendida natura e il suo popolo “il meraviglioso popolo del sorriso”. Come accade per molte mete turistiche in Asia, anche Bali è ricca di contrasti: si passa da caos, traffico, clacson, turismo, divertimento… alla pace delle zone meno rinomate. Durante il Nyepi Day, appare ancor più come la destinazione perfetta per un viaggio dedicato alla purificazione del proprio spirito, in un percorso di crescita e di ricerca interiore verso il raggiungimento di una proprio armonia, un equilibrio tra corpo, mente e spirito distaccandosi dalla materialità.

Sono luoghi e momenti ideali per apprezzare anche le caratteristiche di un popolo molto diverso dal nostro culturalmente. Qui si riesce a percepire la serenità, la gentilezza, la tolleranza, la compassione che spinge verso l’altro ed il diverso, senza secondi fini, se non la volontà di conoscere con semplicità e curiosità, ma anche di aiutare con il sorriso, perché dare e cercare la serenità in noi stessi e in chi ci circonda ci rende migliori, ci fa apprezzare l’importanza di ciò che di più prezioso abbiamo.

Nella civiltà occidentale, tendiamo a distrarci, lo stress di una vita frenetica spesso prende il sopravvento, viviamo di corsa, dimenticando ciò che conta davvero, vivere un’esperienza così particolare può aiutare.

Come ci insegnano i balinesi, certe volte basta fermarsi, respirare, liberarci dal superfluo, per capire molte cose e trovare una strada che non riuscivamo a vedere, un equilibrio che ci permetta di affrontare i successi sapendoli gestire, ma ci dia anche la forza per superare i fallimenti e i momenti difficili che fanno inevitabilmente parte della vita di ognuno di noi, ma che passano e ci rendono più forti.

Riflessioni

Perché non prendere spunto dal Nyepi day per affrontare questo periodo difficile di isolamento forzato? Chissà, magari fermarci ci aiuterà a capire qualcosa in più di noi e di ciò che ci circonda, magari ci renderà davvero persone migliori.


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Daiana Natalini
Travelblogger per passione, inguaribile sognatrice innamorata dei viaggi da sempre… Questo è il mio blog per avventurarci insieme tra le strade del mondo. Leggi qui se vuoi saperne di più.
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